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Le storie di chi ha vissuto l'esperienza con noi

Le nostre storie

Sono tante le persone uscite con noi in servizio, come soci, come volontari semplici o semplicemente come semplici cittadini per entrare in contatto con la nostra realtà e seguire le attività in prima persona. Portare i piatti sospesi o incontrare i nostri amici senza fissa dimora.

ASCOLTATE LE NOSTRE VOCI 

In una società in cui l’apparire risulta più importante dell’essere, il parlare conta più dell’agire e nella quale milioni di vane promesse volano dimenticate in un’aria di false speranze, talvolta si è in grado di scorgere tra queste cupe difficoltà un faro di pura concretezza. Esistono infatti realtà note a tutti, quali povertà, sfruttamento minorile, sessismo ed infinite altre problematiche permanenti nel nostro mondo, che tuttavia paiono interessare nel profondo solo una minima parte della popolazione. Nonostante occorra la collaborazione di quanta più gente possibile per sistematici cambiamenti, anche la volontà d’animo di gruppi meno consistenti può mostrarsi forte e potente quanto l’urlo di migliaia di persone. Con l’obiettivo di aiutare chi si trova a vivere in condizioni sfavorevoli ed impensabili per ogni essere umano l’associazione VoCi (Volontari Cittadini) di Milano, diventata ONLUS nel 2015, offre beni di prima necessità, con una frequenza di tre volte alla settimana, ai senzatetto che ogni giorno soffrono per le strade che noi percorriamo con indifferenza. Raccontando la mia esperienza da “volontaria per una notte” spero di aprire gli occhi a chi ancora pensa che tali situazioni rappresentino solo leggende metropolitane, rivelando un mondo conosciuto da pochi. Giovedì 7 Marzo 2019 nell’arco di tre ore ho avuto modo di conoscere dieci persone, con nomi e storie diverse, ma accumunate da un tragico destino comune: quello del supplizio. 

 Il primo vagabondo che ho avuto modo di aiutare viene chiamato Ninja poiché, nascosto fino agli occhi da sciarpe e coperte, non interagisce in alcun modo con i volontari, stando in silenzio e completamente immobile. A differenza del sopracitato, Antonio, un uomo rumeno di circa cinquant’anni, si è mostrato invece simpatico e gentile, raccontando anche che presto dovrà essere sottoposto ad un’operazione d’ernia, dopo la quale, nonostante il bisogno di riposo e cure, tornerà a vivere sul suo sconfortevole cartone. In un parco, di cui è prudenza non rivelare il nome, abbiamo successivamente portato cibo e the caldo ad un giovane ragazzo chiamato Simone, che riposava tranquillo in una tenda, la quale è solito riscaldare con lumini presi nelle chiese, e al suo “coinquilino” Obelix, il cui unico desiderio era quello di poter possedere uno spazzolino. La storia di Claudio è stata tuttavia per me la più commovente: vista l’assenza della figlia, rimasta in Romania sotto la custodia della madre, questo grosso ma innocente e dolce uomo tenta disperatamente di attirare i piccioni che si stanziano vicino al luogo dove è solito dormire, vedendoli però cacciare via da chi si diverte a fargli pessimi scherzi. Nonostante questi uomini stiano soffrendo per la distanza dalle mogli e figli, per l’eccessiva fame oppure il troppo freddo, le limitate menti di alcune persone provano gioia nel praticare violenza e malmenare (talvolta a sangue) chi è evidentemente più debole, come successo a Covin e Samir. 

 Quante volte, anche solo per un raffreddore, siamo rimasti a casa, nel nostro letto, al caldo e riposati, anziché lavorare o andare a scuola? Quante volte per inopportuni capricci abbiamo sprecato denaro prezioso? Ed ora, dopo una sincera presa di coscienza, pensiamo che ad ogni respiro leggero e libero, corrisponde il respiro pesante ed affannato di chi vive queste difficili vite. 

Arianna La Groia 

In Italia, nasce il pasto sospeso

26/12/2020 - RSI - TV Svizzera

Orgogliosi di portare all'estero un made in Italy davvero speciale e un buon esempio che ci auguriamo replichino in tanti

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